Commissione Intermediterranea

Commissione Intermediterranea

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La Commissione Intermediterranea della CRPM (CIM) è stata creata in Andalusia nel 1990, allo scopo di esprimere gli interessi comuni delle Regioni mediterranee nei principali negoziati europei.

Questo sito Internet, edito in francese e in inglese, vi permetterà di comprendere meglio le funzioni e gli obiettivi della Commissione Intermediterranea della CRPM, consultando la versione italiana dell'insieme dei documenti di lavoro su una delle due versioni.

Una missione che si è allargata

Una missione che si è allargata

La sua missione si è progressivamente allargata alle problematiche dell'insieme delle Regioni del bacino mediterraneo, a seguito, in particolare, della Dichiarazione di Barcellona del 1995.

Oggi la CIM associa una cinquantina di Regioni, membri di 10 Paesi (Cipro, Francia, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Portogallo, Spagna, Tunisia). Mira ad aprirsi all'insieme dei livelli infra-statali degli Stati mediterranei.
Sono Regioni che si riconoscono come appartenenti ad un'entità geopolitica, quella del bacino mediterraneo, la cui vocazione è di essere un tramite di pace, di stabilità e di sviluppo fra i tre continenti - europeo, africano ed asiatico. Il lavoro della CIM, pertanto, si colloca come azione aperta al partenariato con le organizzazioni internazionali attive in quell'area (Commissione Europea, Agenzie delle Nazioni Unite, OCSE …), gli Stati membri e le loro reti tematiche, le altre organizzazioni di collettività territoriali (Arco latino, Med-cités, Commissione Med della CGLU, Organizzazione delle città arabe ...).

1°) Difendere gli interessi delle Regioni mediterranee nelle principali politiche comunitarie

Lo spazio mediterraneo presenta delle specificità da promuovere a livello europeo. Le Regioni mediterranee devono vegliare insieme affinché le politiche europee, quando definiscono le loro priorità e le loro modalità di attuazione, prendano maggiormente in considerazione queste specificità. In modo particolare quando si tratta di politiche come lo sviluppo regionale, gli affari marittimi, l'agricoltura o i trasporti, per non fare che alcuni esempi.

2°) Iscrivere la dimensione territoriale e il ruolo delle collettività regionali nel « processo di Barcellona : Unione per il Mediterraneo »

2°) Iscrivere la dimensione territoriale e il ruolo delle collettività regionali nel « processo di Barcellona : Unione per il Mediterraneo »

Lo spazio euro-mediterraneo è un ambizioso obiettivo in perpetuo rinnovamento e approfondimento. Le Regioni mediterranee sono convinte che la costruzione di una simile ambizione non può che passare attraverso l'approfondimento della dimensione territoriale di tale partenariato : da una parte affinché le politiche pubbliche raggiungano più da vicino l'insieme delle popolazioni per mezzo di un deconcentramento/decentramento delle loro attività; dall'altra, mirando a un migliore equilibrio delle opportunità di sviluppo in questo spazio, che sia tra Paesi, tra Regioni o tra agglomerazioni urbane e il mondo rurale.

3°) Avviare progetti strategici « pilota » sulle principali tematiche a forte impatto territoriale

Attraverso i suoi diversi Gruppi di lavoro e le discussioni tra i suoi membri, la CIM si posiziona nello stesso tempo quale ambito di riflessione, dando vita, attraverso l'ideazione di progetti strategici, alla dimensione territoriale dell'UPmed, basandosi in particolare sui diversi strumenti comunitari disponibili nel periodo 2007-2013.

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